La seconda stagione di Iron Fist: tiriamo le somme

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Iron Fist, alla sua prima stagione, aveva attirato su di sé copiose critiche da parte degli addetti ai lavori, che avevano trovato la serie “debole” al confronto con gli altri show dedicati ai Defenders. Questa seconda stagione, invece, ha ottenuto un feedback ambivalente, con un pubblico molto diviso (a fronte di una critica nettamente positiva), che è, a mio modo di dire, il risultato necessario della compresenza di tanti elementi positivi e di tanti negativi all’interno dello show, e, probabilmente, di una netta differenza fra quella che è stata la prima parte di stagione e quella che è stata la seconda parte.

Partiamo subito col dire cosa ha funzionato. In questa seconda stagione il fiore all’occhiello, probabilmente, è stata l’atmosfera fumettistica, con scene di azione e di lotta che ci hanno davvero riportato al mondo dei fumetti, nel quale succedono eventi imprevedibili, ma allo stesso tempo appassionanti e, soprattutto, divertenti per lo spettatore.

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Il Silenzio degli Innocenti: un libro meraviglioso, nella mia #Hannibalmarathon

Inutile dilungarmi nel ricordarvi ancora che sono alle prese con una raccolta di Thomas Harris, data la mia incredibile curiosità sul personaggio letterario (e poi cinematografico e televisivo) di Hannibal, perciò passo subito alla recensione di quello che, ai miei occhi, è un vero e proprio capolavoro, nonché l’opera principe dello scrittore statunitense.

Il Silenzio degli Innocenti, romanzo edito nel 1988, è il libro da cui è stato tratto, come molti di voi immagino, l’omonimo film, del 1991, di Jonathan Demme, che ha portato alla ribalta Jodie Foster.

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Il romanzo, come ho già detto, è, a mio modo di vedere, un capolavoro, sia del genere thriller, sia in senso assoluto. Non avevo apprezzato il prequel e avevo trovato apprezzabile “Red Dragon” senza rimanerne, però, entusiasta. Presupposti che mi portavano ad escludere che avrei trovato così piacevole immergermi nella lettura del terzo romanzo di Harris, Il Silenzio degli Innocenti. Eppure è stato così. Ho trovato l’opera straordinaria, sotto diversi profili. Innanzi tutto, ne “Il Silenzio degli Innocenti”, Harris riesce a trovare un equilibrio tra storia e informazioni. La sua vasta cultura e le sue complesse ricerche non compromettono il fluire della storia, non ne tolgono suspense o ritmo. Anzi, tutte le informazioni specifiche, che si ritrovano nel romanzo, sono di stimolo al lettore.

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La seconda stagione di Mr. Mercedes: il soprannaturale nei thriller, una sfida per il pubblico

mrmrNon mi stancherei mai di dire che Mr. Mercedes è una serie di grande livello, che non sta avendo praticamente risonanza nel nostro paese. Ho iniziato a seguirla quasi per caso, semplicemente perché ho letto il primo libro della saga da cui è tratta la serie, ad opera di Stephen King. È una serie adrenalinica e introspettiva al tempo stesso, con due grandi protagonisti (Brendan Gleeson e Harry Treadway). Un capolavoro, se confrontato con altre trasposizioni televisive di opere di Stephen King (ho ancora i brividi al pensiero di aver visto The Mist, che, ringraziando ogni divinità del buon gusto della serialità televisiva, è stata cancellata).

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Britannia: un’occasione persa da Sky Atlantic

 

Ho da poco a disposizione Sky on demand, ragion per cui ho deciso di guardare una serie di cui avevo sentito parlare, ma a cui non avevo dato nessuna chance. Si tratta di Britannia, serie co-prodotta da Sky e Amazon, rilasciata nel Gennaio di quest’anno.

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Lo show narra le vicende di un generale romano, Aulo Plauzio, alle prese con la conquista dei territori della Britannia, nel 43 d. C., decenni dopo il tentativo di conquistare quelle regioni ad opera di Giulio Cesare.

Il concept della serie è anche intrigante, dato che vuole mettere in evidenza tutte le superstizioni di quelle popolazioni, che avevano creato una sorta di cieco timore da parte degli stranieri, sempre spaventati dal folklore e da quella che era la magia di questi popoli.

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Preacher: una serie che ha abbattuto ogni barriera (e forse non era il caso)

Anni fa finiva Penny Dreadful e alcuni appassionati di serie TV pronosticavano Preacher come la nuova serie Horror su cui scommettere. Avendo terminato quella che è stata la terza stagione, posso dire, senza timore di essere smentito, che Preacher non solo non è paragonabile a Penny Dreadful, ma altresì è… “una cag**a pazzesca”.

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Scherzi a parte. Ho seguito la serie per un noto sito di recensioni e news. Mi sono forzato in questi tre anni per stare dietro alle vicende di Jesse Custer, un predicatore che ha, in qualche modo, assorbito un potere che discende proprio da Dio, Genesis. Si tratta, quindi, di una sorta di prescelto, anche se, almeno per come si sviluppa la serie, non capiamo se Genesis sia un potere esclusivamente malvagio, una sorta di piaga biblica da distruggere. Le sue vicende e quelle della fidanzata, Tulip, e di un amico Vampiro, Cassidy, sono il fulcro di uno show irriverente, a tratti blasfemo, con forti note di no-sense.

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Ho visto il primo episodio di Disincanto e non penso seguirò la nuova serie di Groening

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Quanto parlare si è fatto di questa nuova serie animata? Davvero moltissimo. Netflix ci sta bombardando con gli spot dedicati alla nuova creatura del già ideatore dei Simpson e Futurama.

Andando al sodo, ho trovato la serie, dal titolo “Disincanto”, priva di quell’originalità che ha sempre contraddistinto i Simpson e anche di quel sarcasmo privo di freni inibitori che ha reso Futurama una serie animata cult.

Ho visto nel primo episodio nulla di più che una versione volgare e parodiata di Game of Thrones, senza quella giusta verve per portare gli spettatori della serie fantasy più seguita del globo a divertirsi e a ridere di quelli che sono i luoghi comuni degli appassionati di certi tipi di show.

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Recensione Red Dragon di Thomas Harris: continua la mia #Hannibalmarathon

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Come avevo già anticipato, quest’estate avrei voluto dedicarmi alla lettura della raccolta dei romanzi di Thomas Harris. Al momento attuale, purtroppo, sono giunto all’ultimazione della lettura del secondo libro della raccolta, Red Dragon, che, tuttavia, è il primissimo romanzo pubblicato da Harris in cui compare il celeberrimo personaggio Hannibal Lecter.

Se parlando del prequel, Le Origini del Male, avevo usato parole non troppo entusiastiche, accostandomi a quella che sarà la recensione di Red Dragon (edito nel 1981) non posso che cambiare drasticamente registro.

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