Recensione di “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald”: Grande intrattenimento e tante incongruenze logiche

Non ho aspettato poi tanto prima di recarmi in sala per vedere l’attesissimo nuovo capitolo della saga di “Animali Fantastici”, dedicato ai “Crimini di Grindelwald”, come suggeriva il titolo.

Avendo letto alcune recensioni e opinioni che non potrei definire altrimenti se non discordanti, mi sono ritrovato ad avere una grande curiosità per farmi un’idea autonoma su questo “blockbuster movie”.

C’era chi parlava di un film che non aveva dato adeguato spazio alle creature che danno il nome al brand, chi, invece, aveva descritto il film come troppo rapido, in certe sue parti, come fosse opera di un “taglio e cucito” di scene dell’ultimo minuto, e chi, invece, già ne evidenziava il principale problema: ovvero la presenza di alcuni buchi di logica, riconoscibili con facilità per i veri “potterheads”.

A dispetto delle anticipazioni, però, sono andato al cinema senza alcun pregiudizio e questo articolo sarà il frutto esclusivamente della mia convinzione.

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Shallow – Songfic Inedita

Giacciono sul pavimento i sogni. E continuiamo a camminare, chini, in mezzo a un pantano, stanchi, in mezzo a un disagio, nudi, in mezzo alle paure. Aspettiamo un cambiamento, sempre.

Sempre.

Come un pescatore in mezzo al mare, cotto dal sole di Luglio e dall’arsura di una vita di fatiche, tiriamo la lenza e speriamo di tirar su, con quella stessa lenza, una soluzione.

Una soluzione perché quei sogni non giacciano più, morenti e tristi. Imputridiscono la nostra prospettiva, appesantiscono i nostri passi.

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Mid-Season Finale Review: Cosa sta succedendo in questa quinta stagione di How to Get Away With Murder

Ci tenevo molto a mettermi alla tastiera per parlare di questa stagione di How to Get Away With Murder, che, con l’ultimo episodio, chiude la sua prima parte e ci saluta al 2019.

Come succede spesso, con le serie di Shonda, si chiude con un grandissimo cliffhanger che ci lascia con più domande che risposte e con una dose indicibile di suspense. Ma, se pure si riconosce agli showrunners di aver creato una stagione intrigante e appassionante, ritengo che non si possa trascurare come questa quinta stagione sia più debole delle precedenti.

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La seconda stagione di Medici ci ha fatto dimenticare tutti gli errori della prima

Già in precedenza ho parlato di Medici, la produzione televisiva italo-britannica, che è stata trasmessa, in prima visione, sui canali RAI. La serie dedicata alle vicende della più importante famiglia della storia fiorentina, un paio d’anni fa, aveva fatto il suo esordio con una prima stagione che aveva raccontato l’ascesa di Cosimo de’ Medici, e, ai tempi, aveva riscosso un grandissimo interesse. Come avevo già sottolineato in precedenza, non si parlava d’altro, tutti avevano dato una chance alla serie.

Eppure, molti spettatori ne erano rimasti delusi. Io, in primis, mi sono trovato ad odiare la prima stagione che,a mio modo di vedere, era piena di difetti, con un doppiaggio intollerabile e un progredire delle puntate piuttosto noioso e privo di guizzi, interpretativi e registici.

Tutta un’altra storia, invece, questa seconda stagione. Forse per curiosità, più che per interesse, ho seguito questa seconda stagione e sono stato piacevolmente sorpreso (qui potete leggere le mie prime impressioni).

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Operazione recupero 2.0: Ho visto la prima stagione di The Walking Dead

Una delle serie che non ho mai visto, vuoi perché ho perso sempre troppo tempo nei rewatch delle mie serie preferite, vuoi perché non sono sempre stato un animale seriale come lo sono adesso, è The Walking Dead.

TWD

The Walking Dead – per chi non lo sapesse – è una serie, ideata da Frank Darabont, prodotta a partire dal 2010 per l’emittente statunitense AMC.

La serie, che io ho provato, negli ultimi giorni, a cominciare, tratta delle vicissitudini di un America in preda a un virus (non so che altro termine utilizzare) che ha trasformato le persone in morti viventi. Per il contagio basta un morso e presto tutte le città e ogni luogo degli Stati Uniti finisce infestato da questo morbo che trasforma gli individui nei tipici zombie dell’immaginario collettivo, catatonici e affamati di carne umana.

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Recensione di “Notti Magiche”: Realtà e Destino in una Roma seducente e terribile

Sono andato a vedere l’ultimo film di Paolo Virzì al cinema quest’ultimo sabato e oggi mi posiziono alla tastiera per condividere con voi qualche idea e opinione sulla pellicola.

Partiamo con una doverosa premessa, ovvero che il film, come ammesso dal regista, intende descrivere quello che era il mondo del cinema ai tempi in cui ha iniziato. Un mondo costellato di mostri sacri, di intoccabili, che, in fondo, giocavano con chi aveva un sogno, quello di scrivere per il cinema.

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La sesta stagione di House of Cards: Okay, ma perché?

In precedenza ho recensito e criticato positivamente questa serie, ideata da Beau Willimon e lanciata su Netflix nel 2013, ma oggi credo che il tono sarà del tutto differente.

Partiamo col fare alcune necessarie premesse, dal momento che, prima di addentrarsi sulla sesta e conclusiva stagione, bisogna dare uno sguardo a due enormi elefanti nella cristalleria che non possono essere ignorati.

HOUSEEE

Il primo, ovviamente, inerisce all’assenza di Kevin Spacey, ormai un vero e proprio paria nel mondo dello spettacolo, a seguito degli scandali sessuali che lo hanno coinvolto. Ciò che vorrei dire in proposito è che chiaramente risulta ingiusto promuovere un prodotto e cercare di accattivare il pubblico con un personaggio tanto dubbio, ma ritengo che, prima o poi, come è successo a tanti altri, anche Spacey troverà il modo di “riabilitarsi” e di portare avanti nuovi progetti, pertanto non avrei criticato – ma capisco che forse è un’opinione solitaria – la sua partecipazione, anche limitata, in un progetto che non era certamente nuovo e che lo aveva visto protagonista quando la sua immagine non era compromessa. Insomma, forse per il bene dell’ “arte” avrei anche accettato Spacey almeno in un episodio di questa ultima stagione.

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